L'ultimo fine settimana di giugno!
La Tarasque... una leggenda lunga 700 anni che risveglia la città e fa battere il cuore di Tarascona ancora oggi, ogni anno nell'ultimo fine settimana di giugno. Un evento tradizionale e popolare da non perdere, se vi trovate in zona…
Una leggenda lunga 700 anni
Intorno al 1255, Jacques de Voragine* descrisse la Tarasca ne “La Leggenda Aurea”:
“C'era a quel tempo […] un drago metà animale e metà pesce, più grosso di un bue, più lungo di un cavallo, con denti come spade e grosso come corna, che era armato ai lati di due scudi.
Secondo la leggenda, mentre la barca che trasportava la Tarasque in un anfiteatro fece naufragio, la bestia scivolò nel Rodano e si stabilì vicino alla roccia su cui in seguito sarebbe stato costruito il castello del re René. Questa straordinaria creatura terrorizza poi gli abitanti di Tarascona, i cui molteplici tentativi di liberarsene restano infruttuosi.


Santa Marta, patrona dei Tarasconnais
Inoltre, un giorno dell'anno 48, Santa Marta venne ad evangelizzare la Bassa Provenza e arrivò a Tarascona. Su richiesta degli abitanti, decide di affrontare la bestia. Aiutata dalla sua fede e dalla croce cristiana, doma Tarasque e ne ottiene la sottomissione. Poi le mette un guinzaglio al collo e la consegna ai Tarasconnais che la uccidono.
Ovviamente esistono diverse versioni, sia sulla leggenda stessa che sulla descrizione della Tarasque, la cui rappresentazione è visibile al Museo-Arte e Storia dei Cordeliers. È rappresentato anche sullo stemma della città e sugli ingressi delle chiese.
*Jacques de Voragine, morto nel 1298 a Genova, è stato un cronista italiano del Medioevo, divenuto arcivescovo di Genova e autore della Legenda Aurea, celebre opera che racconta la vita di un gran numero di santi, martiri cristiani, che subì le persecuzioni dei romani.
IL FESTIVAL DEL TARASQUE SONO ISCRITTI COME PATRIMONIO IMMATERIALE DELL'UNESCO
A l'origine
Il 14 aprile 1474, il re Renato creò i “Jeux de la Tarasque”, feste a metà religiose e a metà secolari, che riportarono in vita il castello. Per ridurre le differenze sociali tra gli abitanti di Tarascona e per onorare il motto della città “Concordia Felix”, più di cento personaggi vengono interpretati dagli stessi Tarasconnai. Durante i giorni festivi viene creata anche una corsa tarasca, il mostro prima di cartone, poi di legno, percorre le strade e gli abitanti di Tarascona partecipano al grande corteo di corporazioni, giochi e balli.
Municipio di Tarascona
oggi
Tra tradizione religiosa e provenzale, le Feste Tarasque si svolgono l'ultimo fine settimana di giugno e fanno battere il cuore di Tarascona per quattro giorni. Celebrano non solo Sainte-Marthe e la Tarasque, ma anche Alphonse Daudet e il suo famoso personaggio Tartarin de Tarascon. L'occasione offre anche a decine di migliaia di visitatori attività medievali all'interno del castello e, per gli amanti delle tradizioni della Camargue, diversi eventi di corrida.
Dal 2005, le Feste di Tarasque sono state dichiarate patrimonio orale e immateriale dell'umanità dall'UNESCO.
L'Ordine dei Cavalieri di Tarasque
Fondato il 14 aprile 1474 dal re René per mantenere degnamente le Feste di Tarasque, l'Ordine dei Cavalieri di Tarasque ha statuti ben consolidati:
- Celebrate i “Giochi di Tarasque” almeno sei volte ogni secolo
- Rispettate la cerimonia, fate di tutto perché i festeggiamenti siano sempre più luminosi, per cinquanta giorni
- Accogliete al meglio gli stranieri durante le festività
In passato il numero dei Cavalieri Tarasque, più comunemente chiamati “Tarascaïres”, poteva variare da dodici a diciotto. Venivano scelti tra i notabili della città e insediati il lunedì di Pasquetta. Chiamarono il loro capo “l'Abate”, cioè il loro Gran Maestro che fu l'organizzatore dei Giochi di Tarasque.
Oggi se ne contano quasi dieci e si riconoscono, durante le feste locali, dal loro costume da sfilata composto da una camicia di raso bianco, pantaloni rosa, un cappello con pennacchio rosa e bianco. Quest'ultimo è stato ritrovato e ridisegnato da Christian Guiot, attualmente a capo dei Tarascaïre, per più di quarant'anni.

Ci vediamo alle Fêtes de la Tarasque: l'ultimo fine settimana di giugno a Tarascona